Primo giorno

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Dopo esserci scofanati mezza Sicilia,mio marito decide di mettersi in forma e ordina varie lezioni in piscina.
Presa dall’euforia e dal fatto che Riccardo Della Casa mi frantuma le pa**e da anni,decido di prendere il suo buon esempio e gli dico:fermiamoci in palestra che mi inscrivo.
Lui che non vedeva l’ora,mi porta nella palestra più vicina a casa ma mentre scendiamo dalla macchina direzione ingresso palestra,i miei piedi si incollano all’asfalto.
Riccardo mi tira come fanno i padroni che portano i cani dal veterinario e io mi sento come quel cane che sa che gli sta accadendo qualcosa di brutto.
Con la faccia da condannata e con l’entusiasmo di un panda in letargo chiedo informazioni sui corsi di pilates e di educazione portuale.
E la tipa mi dice:MA SEI SICURA?NON VUOI COMINCIARE A SETTEMBRE?
Ecco che il mio cuore comincia a sprizzare gioia,gli occhi mi si illuminano la pelle trasuda felicità!!!
“Ma si dai,forse è meglio iniziare a settembre”
Riccardo mi guarda e mentre ride dice:per ora sei salva….

….solo x ora!!!!

Il mio karma pigro mi ha protetto

Gatteo e Gulgatta

Dragos e Era erano due gattini che vivevano nella stessa casa. Come fratello e sorella dividevano giochi e ciotole fino al giorno in cui lei scopre di essere una donna e lui si accorge che da sorellina lei potrebbe diventare sua moglie e la madre dei suoi figli.

Noi come don Rodrigo eravamo certi che questo matrimonio “ non sa da fà” e abbiamo diviso i poveri innamorati in due parti della casa. Di notte il pianto di lei era disperato, il buon Gatteo passava le ore a grattare la porta divisoria, noi segregati in casa eravamo più che attenti a evitare ogni incontro, fino a una mattina dove abbiamo trovato la porta aperta e gli innamogatti insieme felici e contenti.

Il tempismo è stato perfetto, hanno deciso di innamorarsi durante una pandemia mondiale e come nei promessi sposi, anche noi eravamo rilegati in casa come nel lazzaretto. Più il tempo passava più lei ingrassava, lui passava il tempo standole vicino e facendole le fusa, finché un mattino senti un miagolio strano, nuovo.

Mi alzo di scatto dirigendomi verso questo suono scoprendo che era nata una gattina. Piango disperata cercando conforto da mio marito che di tutta risposta mi dice:”non posso venire, sono in bagno, mi passi la carta igienica?…..

Mi sentivo in colpa non avendo prestato nessuna cura prenatale alla gatta, mi chiedevo se non fossero nati prematuri. Nel frattempo che la gatta partorisce tre gattine mio marito esce dal bagno, le conta e fa la somma del valore della cucciolata.

“chiama il veterinario, chiama l’allevatrice, chiama mia madre, chiama tutti….”

lui: “stai tranquilla ora sistemo io e mentre continuo a piangere lui comincia a chiamare tutti con una calma disarmante che mi veniva voglia di ucciderlo.

A fine giornata mamma e gattine stanno bene, io mi sento già nonna gattara, Dragos assiste da lontano come a non voler prendersi la colpa, Riccardo ha già svuotato il negozio di animali prendendo ogni articolo per la gatta puerpera scoprendo che bastava uno scatolone coperto per farla sentire al sicuro.

Riccardo non ha mai avuto animali, adesso abbiamo 5 gatti, lui è apprensivo per tutto.

la famiglia si è allargata e l’amore ha aperto ogni porta…..divisoria

Il programmatore sà

Era un pomeriggio qualunque in quel di Modena e Dopo aver effettuato una visita medica ci mettiamo alla ricerca di una di quelle macchinette che servono per pagare il ticket. Si sa che gli ospedali sono un groviglio di corridoi tutti uguali ma finalmente dopo una lunga ricerca troviamo la suddetta macchinetta. Un po’ diversa dal solito, in realtà non ci assomigliava proprio  era piccola e stretta ma era l’unico oggetto a parvenza tecnologico con lettura del codice a barre e così da  bravi cerchiamo di pagare. Subito si presenta un ostacolo, la macchinetta non legge il codice a barre, proviamo a digitare qualcosa sul touchscreen ma sembra impallato, così ecco che  Riccardo, il programmatore inside se ne esce con la soluzione risolvi tutto:SPEGNERE E RIACCENDERE LA MACCHINETTA. Riccardo mi dice:abbassati e fai finta di allacciarti le scarpe e poi stacca la spina. A braccia conserte e con fare spavaldo cerca di eludere le telecamere mentre io stacco e riaccendo l’affare macchinoso. Ecco che tutto si riavvia…. Pronto a chiedere il conto per l’assistenza all’azienda ospedaliera esclama:hai visto amorino, tutto risolto ma alla lettura del barcode la macchinetta se ne esce con scontrini strani e con messaggi del tipo:azione non consentita.errore!!! Ecco che il super programmatore si incazza, era certo che quella manovra salvavita avrebbe riassettato la macchina. Dopo gli ultimi disperati tentativi ci rinuncia e un po’ arrabbiato e triste se ne va scoprendo all’orizzonte una macchinetta gigante, la macchinetta paga ticket corretta. Ora, io non so che macchinetta abbia aggiustato ma sicuramente il premio se lo meritava….

La cena, uomini contro donne

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Era una cena qualunque, di una sera qualunque. Ci sediamo al tavolo di un ristorantino molto carino che fa cucina messicana. Eravamo in 4: 2 coppie…i maschi si siedono accanto e noi femmine al lato opposto.

Cominciamo a sbirciare il menù consultandoci tra noi ragazze, “allora prendiamo questo, quello, quell’altro, perché quello no? scusa Pat ma me patatine dolci fritte non le proviamo? quando d’improvviso Riccardo se ne esce con un discorso maschilista e soprattutto egoista. Il suo discorso suonava più o meno cosi: QUESTE DONNE,SONO DELLE TASSE, OGNI VOLTA CHE ORDINIAMO QUALCOSA LORO VOGLIONO ASSAGGIARE IL NOSTRO CIBO, NON CAPISCO PERCHE, MA NON POSSONO ORDINARE UN PIATTO TUTTO LORO?

Io e la mia amica ci guadiamo in faccia e scoppiamo a ridere, “poverini, che cattive che siamo, lo vedi come sono sciupati? Il suo moroso Andrè non si fa scappare l’occasione e rincara la dose dicendo: “E VOGLIAMO PARLARE DI TUTTA QUELLA ROBA CHE ORDINANO E POI NON MANGIANO? QUESTE FEMMINE”

Riccardo dall’alto della sua esperienza e saggezza, cerca di spiegare all’altro esemplare del suo stesso sesso che la questione è matematica, intrinseca di significato che va ricercato in studi antichi che partono dall’eta della pietra ma che ancora una spiegazione non ce, MA lui ha trovato la soluzione… Alchè l’altro uomo cosi sorpreso e gioioso di sapere quale sia la soluzione ai suoi problemi a tavola , smette di lamentarsi, si gira verso colui che sà e con gli occhi pieni di commozione si mette in ascolto pronto a carpire il quarto segreto di Fatima.

Esaltato da cotanta ammirazione eccolo pronto e elargire la sua saggezza al suo discepolo.Ecco vedi mio caro la soluzione è presto detta: l’unica cosa che puoi fare è ordinare meno roba, aspettare che la donna sia sazia per poi mangiare come se non ci fosse un domani; cosi invece di sgridarti perché mangiamo troppo, ci ringrazieranno per averle salvate da una situazione difficile, diventeremo i nuovi eroi della Marvel.

Hah si?è cosi?allora adesso ti facciamo vedere quello che le donne sanno fare. Ordiniamo praticamente ogni cosa fritta, anelli di cipolla fritti, anelli di peperone fritti, peperoni pieni di formaggi fritti, pollo fritto ma soprattutto le buonissime alette di pollo…..noi abbiamo scelto quelle al curry, i ragazzi quelli al peperoncino piccantissimo.

Cominciamo a mangiare con gusto, arrivano le cipolle, poi i peperoni, i ragazzi sono bloccati dalla mia promessa che sa anche un po di minaccia: A COSTO CHE MI ESCE DALLE ORECCHIE, NON TI DARO’ NEMMENO UN PEZZETTINO DEL MIO CIBO HAI CAPITO? Dopo una badilata di fritti arrivano le alette, noi donne cominciamo a vacillare, lei mi chiede:ma perché la tua porzione è più piccola della mia? “Zitta e mangia” la fulmino con lo sguardo,  ormai è sfida e noi dobbiamo vincere.

I ragazzi ci chiedono se possono assaggiare qualcosa di nostro e noi cogliamo la palla al balzo per sbarazzarci dal cibo in esubero dicendo “hai visto? poi siamo noi le tasse che rubano il cibo, dai per questa volta potete assaggiare…..”

Sento le alette uscire dal naso, lo stomaco è pienissimo, slaccio i pantaloni e cerco di bere acqua il più possibile, ansimiamo dalla sazietà, ogni volta che la cameriera si avvicinava con dei piatti pregavamo che non fossero per noi.

La musica molto alta ci confonde ma in un barlume di lucidità tra una baciata e una salsa mi ricordo che mancano ancora i nachos.

Chiedo a mio marito di chiedere alla cameriera se ci fa la cortesia di annullare quell’ordine se non è in preparazione, cosi lui chiama la ragazza e poi le dice:”mia moglie le deve parlare” Che maledetto, mi sono trovata impreparata, cosi con molto garbo spiego che il loro cibo è buonissimo manche veramente siamo stapiene.

Mentre i maschi assaporano la vittoria arriva il loro piatto, fatto di pollo ovviamente fritto, uova e riso. Ci chiedono aiuto e comprensione ma Riccardo non ce la fa è allo stremo, le tre porzioni di alette lo hanno messo ko cosi al povero Andrea non rimane altro che chiedere…

RAGAZZE MI DATE UNA MANO PER FINIRLO?

Siiiiiiii abbiamo vinto, come sempre le femmine hanno ragione, usciamo vincitrici della sfida del secolo….. La prossima volta prima di ordinare in modo esagerato pensateci un pò!

Il sugo e la mamma

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Io e mia madre eravamo d’accordo che quel sabato avremmo foderato il mio divano. Di solito la vado a prendere ma quel giorno decide di venire lei con mio padre. Nulla di che se non fosse che non ero pronta a riceverli a pranzo.

Cosi col frigo vuoto mi faccio spazio nella dispensa in cerca di qualcosa da mangiare. Io e mio marito spesso per lavoro mangiamo fuori casa e stanchi di buttar via cibo cerchiamo quello a lunga conservazione, le scatolette e i sughi pronti a casa mia non mancano mai.

In realtà siamo molto imbranati in cucina e cerchiamo di sopravvivere. Mentre lei era alle prese con il divano io metto a tavola mio padre, metto l’acqua a bollire e comincio a scaldare il sugo sperando che lei non mi veda.

Mamma entra in cucina e alla vista del ragù pronto in scatola comincia a brontolare frasi senza senso: “minkia u sugu ni bugatti ci runi a to ma?, che tradotto significa: mi fai mangiare il sugo in scatola? che schifo, e aggiunge perchè non me lo dicevi che ti portavo il mio?

Premetto che mia mamma è bravissima in cucina sopratutto per il sugo e le polpette, ne vanno matti tutti, certo perchè queste persone non abitano con noi e non mangiano polpette e sugo da 30 anni.

Mio marito ha avuto la brillante idea per arruffianarsi la suocera complimentarsi con le per le polpette e indovinate cosa mangiamo ogni volta che li andiamo a trovare? POLPETTE NEL SUGO.

Torniamo a noi, conoscendo mia madre ero già sicura che non avrebbe mangiato il mio piatto le propongo la pizza ma lei rifiuta a decide di assaggiare la pasta. Contro tutti i suoi principi di cuoca, casalinga, mamma e donna siciliana si porta la forchetta alla bocca, non sono neanche sicura che l’abbia assaggiata, forse il cibo le ha sfiorato solo le papille gustative ma non ce la fa e sputa tutto.

Al suo conato di vomito mio padre alza la testa con la faccia piena di sugo e gli occhi pieni di gioia chiedendo cosa sta succedendo?. “alla mamma non piace quello che ho cucinato”,e lui: “a me piace, è anche leggermente piccante, io sto mangiando di gusto”. Prende il piatto di mamma e mangia anche il suo.

A quella frase mia madre è diventata un toro infuriato,colpita nell’orgoglio minaccia mio padre: “io non ti faccio piu da mangiare”.

Io ormai mi sento carlo Cracco e se il morale di mia madre scende, il mio sale e propongo a mio padre il mio piatto forte, il mio piatto top dei top :WURSTEL in padella.

Dopo aver tostato le due fette di pane le imbottisco con wurstel e maionese e mio padre mangia con la stessa gioia che ci mette winnie phoo quando mangia il suo adorato miele,i o mi sento giàpronta per aprire il mio ristorante stellato ma lei no…

lei si rifugia nel suo lavoro e nel suo silenzio. È arrabbiata tanto quanto affamata cosi torna in cucina.

“dai mamma non te la prendere, le sconfitte vanno accettate, puoi lavare i piatti nel mio ristorante se vorrai”

“senti vincè, vafanculu tu e tuo padre”

Le porgo le uova che mi aveva portato mio suocero e le chiedo: “ci facciamo una frittata della pace?”

“si va bene ma cucino io”

La sfida

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Quel sabato pomeriggio a Fanano c’è rimasto nel cuore e nel sangue, l’adrenalina e la soddisfazione di aver pescato in 2 ore 6 pesci in una giornata di pioggia, con un attrezzatura usata e con poca organizzazione ci ha fatto pensare.

Quante tonnellate di trote potremmo pescare se solo avessimo a disposizione una giornata intera e tutta l’attrezzatura necessaria? Così cominciamo ad organizzarci con cambi turni e richieste di ferie ma soprattutto iniziamo a fare il punto della situazione sul materiale occorrente.

Antonio affronta un viaggio per andare a prendere le sue canne e per me organizza una giornata di shopping. Entriamo in negozio con L’unico obbiettivo:trovare la canna perfetta per me.

Dopo ore usciamo soddisfatti con canna e mulinello ad hoc, ami nuovi e lenza arancione fluo è una sacca porta canna bellissima. Finalmente è arrivato il giorno tanto atteso, per rendere la cosa ancora più adrenalinica avevamo anche fatto una scommessa: chi perdeva pagava l’ingresso al vincitore.

È mattina, sveglio i miei amici cantando la sigla di Sampei. Il mio sfidante si presenta con cappellino e gilet da pescatore pro e sotto la maglia di Sampei. Dopo una colazione a base di latte e tramezzini e more appena raccolti arriviamo al laghetto.

L’adrenalina è alle stelle, prepariamo le canne e buttiamo in acqua il retino porta pesci di mio padre, è un po’ difettoso ma funziona. La pesca a spinning questa volta non funziona così passiamo alla pesca col galleggiante.

Mentre il mio avversario montava la sua canna io cercavo di sfruttare quel momento per lanciare il più possibile, come fanno i piloti di formula uno quando fanno i pit stop per il cambio gomme….

Lanciavo e ritiravo con una velocità che sembrava che la spalla mi uscisse fuori… Mentre cambiavo equipaggiamento alla mia canna controllavo se la mia esca era più grande di quella di Antonio. Riccardo si era perso e Fatima cercava i vermi sotto le pietre per poi tagliarli a pezzettini.

Pescavano tutti, giovani, anziani, professionisti e non, anche chi era venuto solo a mangiare, tutti tranne noi… Il proprietario del laghetto visto la nostra difficoltà, butta in acqua di fianco a noi trote affamatissime ma niente…

Dopo un po’ probabilmente le più vecchie e depresse decidono di suicidarsi e di abboccare alla canna di antonio. Rosico, rosico di brutto, sono molto arrabbiata.

È ora di decretare il vincitore, antonio si accinge a raccogliere il bottino, tira fuori dall’acqua il retino con le sue 2 prede. Pronto a esultare e a autoproclamatosi il migliore.

Peccato che il retino era difettoso e la molla del coperchio non era scattata lasciando di fatto aperta la porta della cella e i pesci detenuti sono scappati senza lasciare traccia.

Ora abbiamo capito cosa si prova quando durante i mondiali annullano i 2 gol decisivi per la vittoria. La cena a base di trote alla griglia è saltata, per fortuna mio marito programmatore era andato in paese a comprare la carne perché a detta sua non si sa mai.

Il tradimento

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Nei migliori rapporti c’è amore, rispetto ma soprattutto fiducia. Lui ti ascolta, ti capisce, ti asseconda ma sa anche dirti no, non stai bene non te lo faccio. Penserete che io stia parlando del marito? del compagno? invece no io sto parlando di Clà.

Clà è il mio parrucchiere, mio perché ormai ci vado da anni. Con lui lavorano Nico e Simo un amico di mio fratello. Dalla prima volta che ho messo il piede nel loro negozio non li ho più lasciati. Nonostante abitassi anche ad un ora dal suo negozio io sono sempre andata da loro, anche per l’acconciatura del matrimonio non ci sono stati dubbi….Clà scelgo te!!!.

Ma si sa, anche nelle più grandi storie d’amore le défaillance possono succedere così in un tardo pomeriggio di lunedì mi trovai ad accompagnare mia madre da quei parrucchieri che sono sempre aperti, quelli veloci ed economici….quelli dalla R strana… Martedì sarei  tornata a lavorare quindi decido di farmi lavare i capelli.

Mi sento strana sul quel lavateste, non riconosco il buon profumo dello shampoo al mentolo, non riconosco quelle mani… Il senso di colpa mi pervade, loro non parlano e io neppure..mi siedo sulla sedia, non riesco a guardarmi allo specchio….

Nel riflesso non c’è Nico ma un tipo che mi dice:tagliale, asciugale? E io che volevo scappare da lì pronta a correre in lacrime dai miei amori dico si si per far presto. Finito tutto io e mamma ci accingiamo a tornare a casa, il lavoro non è male, in fondo li ho solo lavati e stirati…

Arriviamo a casa e chi troviamo? la mamma di Simo che vuole la ricetta delle arancine dalla mia…. Davvero?propio oggi?proprio adesso?

La sensazione era quella di aver visto tua suocera mentre uscivi da casa del tuo amante. Oddio il panico, la paura si legge nei miei occhi subito lei elargisce complimenti sulla pettinatura a mia madre che non si fa scrupoli nel dire che siamo stati dal parrucchiere nonostante suo figlio sia uno dei soci del salone dove vado da sempre.

Mamma rincara la dose illustrando alla mamma del parrucchiere quanto è veloce e economica la concorrenza…. Io sudavo freddo, ero imbarazzata la mamma di Simo mi scruta e dice:ma Vincenza anche tu ci sei stata?

Volevo morire, cercavo di minimizzare, di deviare il discorso. Così impaurita riesco solo a dire quasi a scusarmi:domani ho un appuntamento importante, me li hanno lavati e basta…. Ma lei continua a fare domande.

Come se fossi sotto interrogatorio:ma hai fatto il colore??? no no rispondo io quello assolutamente non lo permetto a nessuno all’infuori di Clà, lui è il mio unico amore…sorride prende la ricetta e se ne va. “Mammmaaaa ma che vai a dire che siamo stati da un altro parrucchiere, sei fuori?” “Non è colpa mia se loro sono chiusi nel giorno in cui tu sei di riposo” Cosa posso fare adesso? Clà, Nico, Simo vi prego perdonatemi, non lo faccio più ve lo giuro…..

Fuga da Alcatraz

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Spesso mi chiedo se il mio gatto sia felice in casa. Lui non è mai uscito, io non lo faccio mai uscire e passa gran parte del suo tempo sul tiragraffi guardando il mondo dalla finestra. Un giorno, mentre facevo le pulizie ho spalancato tutte le finestre, la presenza delle zanzariere mi tranquillizzava.

Ho lasciato dragos tranquillo sul suo trono rialzato davanti alla finestra e sono andata in cucina. Di solito il gatto mi segue e si siede sul tavolo guardando fuori dalla finestra Mentre pulivo i fornelli sento un miagolio provenire da fuori. Era un pianto, un miagolio di richiamo.

Così istintivamente comincio a cercare il mio gatto. Lo chiamo a gran voce Ma lui non viene ma miagola così corro in camera e li il panico. La zanzariera era alzata, il gattino coi suoi 7kg probabilmente si era appoggiato facendo scattare il meccanismo di apertura ed è scivolato giù.

Già pensavo a come potermi giustificare con mio marito, sono già in lutto, mi chiedo perché ha voluto abbandonarmi? Non gli piacciono le scatolette coi gamberetti? Forse la fontanella non eroga abbastanza acqua fresca?forse i croccantini non sono abbastanza costosi per lui?forse la lettiera automatica non ha pulito immediatamente il suo bagno?

O forse ha voluto uscire al richiamo della natura o era attratto da qualche gattina? Mi affaccio dalla finestra come giulietta e trovo il mio Romeo seduto immobile che gira la testa verso di me con un miaoooooo di terrore. Era così impaurito che non ha avuto il coraggio di muoversi.

Mamma arriva aspettami dragos, prendo le chiavi e mi fiondo fuori. Apro il portone di ingresso e mi inginocchio per non farlo spaventare, ci guardiamo negli occhi allargo le braccia e lui mi viene incontro come fanno gli ostaggi con i soccorritori.

Credo che entrambi in quel momento abbiamo provato un misto tra adrenalina e paura. Prendo il gatto in braccio e torniamo in casa. Lui si fionda sul divano e da lì non si muove più… forse in un istante ha capito che il mondo fuori non è così tanto bello e che anche deve sopportare le mie coccole forse stare in casa al sicuro è meglio della giungla fuori.

Lo faccio sabato

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Da buon programmatore mio marito non svolge nessuna attività che non sia preventivamente programmata.Tutto va studiato nei minimi particolari e guai a uscire fuori dagli schemi, lo manda nei matti.

Così quando gli chiedo aiuto nelle faccende di casa lui mi risponde:

“non posso non l’avevamo programmato” “Ci vuole un giorno specifico per buttare la spazzatura?” chiedo “Si certo!!” risponde Tutto corre su un codice binario, IF condizione che si verifica vera, ELSE sbagliata. Prima programmi poi agisci… Non mi dice mai no, mi risponde semplicemente: non lo avevo programmato mi dispiace…

È andato avanti così per un paio di mesi fino a quando gli ho chiesto di decidere un giorno. “Lo faccio sabato” dice. Pulire il bagno, gettare La spazzatura (questi sono i suoi compiti in casa)si faranno di sabato, così ho deciso e mi raccomando non farlo tu perché sono compiti miei….lo farò di sabato. Tutti i sabati.

Oltre al compiti stabiliti gli ho chiesto di mettere il nome sul campanello e ovviamente ha risposto:lo faccio sabato…. Sono quasi due anni che abitiamo in questa casa e che continua a rispondermi….lo faccio sabato…. Ha programmato solo il giorno dimenticandosi del mese e dell’anno E così vivo nella speranza che quel magico sabato arrivi, lo aspetto come si aspetta babbo natale, come si aspetta la puntata finale dell’ultima serie del trono di spade. Nell’attesa mi metto avanti e comincio a pulire il bagno

New York

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Dopo la serata da cosplay propongo una gara di costumi di carnevale, mai e poi mai mi sarei aspettata che quella serata avrebbe aperto un capitolo così importante per noi. Quella notte Riccardo si classificò quarto e accese in lui la voglia di riscatto. Per un anno progettammo la rivincita con un costume totalmente inventato e costruito da noi. Eravamo convinti che avremmo vinto e per farlo avremmo impegnato interi week and e interi stipendi.

Il premio era ghiotto:un viaggio a New York… Da bravi paraculi ci inventammo questa storia:due alieni di nome new e York in viaggio di nozze sulla terra. Così costruimmo 2 alieni rotondi indossabili di cartapesta giganti, uno verde e uno blu. Erano forniti di occhi luminosi, capelli, antenne, scarpe in tinta con vernice di wood. L’alieno verde aveva il velo da sposa e L’alieno blu aveva un cartello con la scritta: i love New York .

Avevamo costruito anche una navicella spaziale con un sottovaso e con una scodella dell’ikea. Anche lei era stata fornita di antenne e luci e la scritta just married. Insomma tutto era studiato nei minimi dettagli. La sera della gara eravamo carichissimi, arriviamo al locale, subito attraiamo l’attenzione di tutti ma soprattutto delle donne della giuria…..

La serata procede tra foto con i fans e compimenti.guardiamo i nostri avversari con la consapevolezza che eravamo i migliori, tranne uno, il t-rex quello era un ottimo costume, era molto alto e scenografico.

Ci fanno salire sul palco per l’intervista dei giudici che pongono a Riccardo questa domanda:ma se vincete vi sposate? Ora, immaginate lui, sul palco, davanti a tutti ma soprattutto alle giudici femmine e soprattutto davanti a me, da bravo programmatore che cosa mai avrà risposto??????? “Bheeeeee ssssiiiiiii vediamo”…”andremo in viaggio di nozze a New York se vinciamo ….heheheh”

Ed ecco che la folla esplode con grida di gioia, neanche con il rigore di Grosso del 2006. Le femmine cominciano a farmi i complimenti formando un cuore con le dita, i maschi brindano offrendo da bere a Riccardo che si ammutolisce e diventa rosso. È arrivato il momento della premiazione, rimaniamo noi e il t-rex.

Si alza Il braccio dei vincitori, il nostro, we are the Champion accompagna una pioggia di coriandoli, avevamo vinto davvero!! Il t-rex incazzato incalza la polemica che viene respinta dal presentatore con questa motivazione:i ragazzi si sposano e vanno a New York grazie a noi….

Volevamo ringraziare il presentatore, dobbiamo essere sinceri, a New York non ci siamo andati ma la mattina dopo della gara, abbiamo deciso di sposarci davvero….ovviamente in verde e blu come gli alieni.

Un sabato qualunque a Fanano

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Sabato dopo il lavoro ci mettiamo in macchina in direzione Fanano, li ci aspetta un pomeriggio di pesca. In macchina eravamo io, Riccardo, Francesca e Andrea. Per loro era la prima volta a Fanano e quindi Riccardo durante il viaggio indicava a loro ogni posto buono dove poter mangiare..

Cercavamo di riposarci un po’ dopo il lavoro ma riky continuava a parlare indicandoci pizzerie e gelaterie ma senza mai fermarsi. Arriviamo a Fanano piuttosto affamati.

Ecco che arriviamo al lago semi naturale, scarichiamo L’attrezzatura impolverata, presa in prestito da mio padre, pescatore autodidatta. Il proprietario ci squadra dalla testa ai piedi, si vedeva che non eravamo professionisti.

Mancavano poco più di 2 ore alla chiusura, ci posizioniamo e immediatamente Riccardo sparisce x un ora buona… Io da piccolina andavo spesso a pescare ma quello che odio fare è infilzare il povero vermicello nell’amo, così chiedevo sempre al mio amico di farlo per me.

La prima volta accetta, la seconda volta mi dice di aspettare un po e alla terza volta Andrea Mi chiede se voglio usare la tecnica di spinnig. In pratica devi lanciare un amo super colorato e pieno di piume senza esca e non devi aspettare ma raccogliere la lenza subito, lancia e raccogli, lancia e raccogli.

Con questo movimento ossessivo compulsivo ho pescato due pesci senza rompere i maroni a nessuno. Mio marito analizzava ogni tiro e si complimentava ogni volta…. Intanto il temporale avanza ma noi non molliamo, il panorama rimane sempre incantevole Riccardo come fanno le ragazze strafighe alle corse di motocicletta teneva l’ombrello per non farmi bagnare.

Intanto Andrea pescava come se fosse il fratello di sanpei, tagliava la lenza con i denti, attaccava piombini a morsi…. Aveva pescato una trota gigante e mentre la stavamo mettendo nel retino gli scivola dalle mani e scappa ributtandosi in acqua…

Una scena degna di paperissima. Un altra trota pescata e portata a riva si salma e comincia a saltellare verso Francesca che dice:viene verso di me, mi sta chiedendo aiuto, che faccio? E mette urlo:Andrea vieni, aiuto aiuto c’è il pesce, richy prendi il retino sbrigati, il pesce si sgancia e scappa via…

Pioggia e temporali non hanno scalfito questi pescatori della domenica che nonostante le previsioni di sconfitta hanno portato a casa un discreto bottino. Già si progetta una nuova battuta di pesca….

Oss ad honorem

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Nella mia carriera ho dovuto a mio malgrado fare un bel po di concorsi per arrivare dove sto. Li ho odiati da sempre e li odierò per sempre e di questo Riccardo se ne è accorto. Lo scritto lo affronto facilmente ma l’orale proprio no….

Ero in procinto di un orale importante ma più passava il tempo più non volevo andare… inventavo scuse su scuse così Riccardo con modi gentili mi disse: prendo le ferie e ti accompagno, non vorrei che ti perdessi per strada, così da essere sicuro che ci andassi.

In pratica mi ha liberamente obbligata ad andare, evitando fughe dell’ultimo momento. Durante il viaggio ho ripassato solo 2 argomenti e sono stati gli argomenti che mi hanno chiesto. Concorso superato facilmente.è stata fortuna? no è stato Riccardo che mi ha portato fortuna.

Così me lo sono portata a tutti quelli successivi.non ci crederete ma li ho vinti tutti. All’ultimo concorso,Riccardo era talmente preparato che interagiva con gli altri candidati con una sicurezza tale che veniva scambiato da collega. Conosce a memoria le procedure, i protocolli e li spiegava ai candidati il GDPR, l’empatia e il codice di comportamento.

Diceva che lavorava nella sanità e quando qualcuno gli chiedeva dove, lui rispondeva:si io faccio buste paghe a voi…e da bravi oss i candidati lo assecondavano senza turbare la sua delicata psiche.

Era così entrato nella parte che quando la commissione mi interrogava lui faceva si sì con la testa. Finito l’interrogatorio la presidente della commissione guarda mio marito e dice:ma lei è oss? No risponde. Allora perché annuiva sempre? Sono un bravo ascoltatore.

Ed è così che adesso io sono quella che ha il marito che lavora nella sanità facendo buste paghe con empatia….un oss ad honorem

Incontri del terzo tipo ad Ospitale (vicino a Fanano)

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Si sa che nelle case di montagna ci sono animali strani e insetti atipici e io non sono molto avvezza agli animali piccoli e striscianti….devo dire che mi fanno veramente schifo.

Ecco perché quando andiamo in montagna, specialmente quando dormiamo in mansarda Riccardo mi fa sempre gli scherzi. Anche ieri sera, appena saliti in mansarda lui dice:attenta che escono i mostri….

Apro la porta del bagno ed esce un pipistrello bruttissimo e nerissimo che si mette a volare per la stanza. L’uomo che si prendeva burla di me ora è diventato una femminuccia in preda al panico che urla come se avesse visto un alieno.

Sospeso tra paura e coraggio, a tratti si nascondeva dietro di me cercando di colpire quell’essere con qualsiasi oggetto mentre urlava di paura. Riccardo rincorreva il pipistrello con in mano una spazzola col manico lungo, quello che serve a lavarsi la schiena sotto la doccia, poi scappava quando il pipistrello cambiava direzione volando verso di lui….

Con uno scatto felino, Riccardo prende la mira e minacciando il pipistrello dicendo:addio Batman ti uccido…. e mentre cerca di colpirlo la spazzola si smonta e vola sul balcone. Ecco che il pipistrello si incazza contrattaccando il suo braccio.

Mi ha toccato, mi ha toccato che schifo, devo lavarmi subito, passami il dentifricio. Io sono piegata in due dal ridere, mi scappa la pipì e per fortuna che abbiamo il bagno in camera. Faccio la pipì con la porta aperta perché Riccardo aveva paura di rimanere da solo.

Anche il pipistrello lo prende per il culo e decide di uscire dalla porta del balcone. Si appoggia tra la porta e le persiane. Così per sfotterlo da lontano. Ecco che cono scatto felino in preda all’adrenalina della sopravvivenza si avvicina alla porta e la chiude ma si ricorda che gli avevo chiesto di chiudere le Persiane quindi da bravo programmatore cerca di portare a termine il compito. Richi ma che fai? apri la porta?

Lui:mi hai chiesto di chiudere le persiane ma lui è lì appostato che faccio? Io:fottitene ci pensiamo domani quando sorge il sole….

I pipistrelli odiano il sole

Come affrontare un matrimonio siciliano: la premessa

I matrimoni in Sicilia si iniziano a preparare almeno un anno e mezzo prima e non iniziano solo gli sposi ma iniziano a prepararsi tutti gli invitati. Il biglietto si prende il più presto possibile cercando l’offerta più conveniente, poi il confronto e lo sfottó di chi ha sempre viaggiato e che ha preso il biglietto a un costo 3 volte inferiore al tuo, senza accorgersi che nel prezzo non c’era ne il bagaglio a mano tantomeno quello in stiva.

L’outfit è essenziale per chi vuole integrarsi con la FAMIGGHIA. La scelta di mio marito carpigiano doc è caduta su un completo gessato a righe e cappello uguale al suocero finendo per assomigliare ai Blues brothers invecchiati e in sovrappeso.

Tra i vari gruppi di vazzapp (whatsapp siciliano) le emozioni aumentano, l’ansia sale, sale la voglia di ritrovarci in quei posti dove abbiamo passato le nostre vacanze da bambini, noi 11 cugini, sale la voglia di stare insieme.

Si creano sottogruppi per le macchine, per dormire, per gli scherzi e per la serenata e si innesca una macchina organizzativa che ENZO MICCIO puoi anche andare in pensione che ci pensiamo noi cugini. Siamo pronti a scendere da ogni parte dell’Italia e dalla Francia.

Chi può scende prima e chi non può , segue la serenata in diretta Facebook. La serenata diventa una sorta di festa di paese che coinvolge tutti, da quella sera si da il via ai festeggiamenti…. All’indomani siamo pronti, si parte andiamo giù al matrimonio di mio cuggino…. alla rimpatriata…

Come affrontare un matrimonio siciliano: l’arrivo

Atterrati a Palermo 45 minuti dopo L’orario previsto, ci attendono i futuri sposi, ci caricano in macchina di corsa per non bloccare la fila di auto che da dietro spazientiti, cominciano a suonare il clacson.

Per i comuni mortali il tempo di percorrenza per arrivare a casa della nonna è di circa un ora e mezza ma non per lo sposo, lui ha fretta si deve sposare e arriva a destinazione in poco più di 60 minuti.

A mio marito sono ricresciuti e ricaduti gli ultimi capelli dallo spavento. Come in fast and furious, il pilota affrontava quelle curve strette in discesa ai 110 km orari, mentre con tranquillità si girava per parlare con me che ero seduta sui sedili posteriori.

Mentre nella testa di Riccardo Della Casa passava ogni tipo di santo alla quale appellarsi e recitando ogni preghiera conosciuta, ostentava un sorriso tranquillo….come per dire:anche io guido così mi vedi preoccupato????? Cercando di nascondere i sudori freddi che hanno cominciato a scendere, quando il pilota ha chiesto di fare un selfie x gli altri parenti che ci aspettavano.

Sono le 24, annunciati da una imponente strombazzata di clacson finalmente arriviamo in campagna. Baci bacini abbracci finiamo per andare a dormire alle 2 di notte con un quesito a cui il marito del nord non sa rispondere: ma perché quando vi salutate vi baciate sempre tutti?

Come affrontare un matrimonio siciliano: il giorno del matrinonio

Dopo la doccia mattutina si inizia la giornata a base di arancine e di rosticceria sicula…. Le donne iniziano presto a prepararsi mentre gli uomini rimangono in chiacchiera e Riccardo fingendo di capire, continua ad annuire infilando qua le uniche parole imparate in questi anni.

Sorride e lanciando a caso parole come picciuli, va accurcate e ghiustell facendo sorridere i cugini che lo promuovono nuovo membro della famighia….

Ci mettiamo in viaggio seguendo le classiche indicazioni paesane e tra un ACCHIANA,SCINNI DA SUTTA arriviamo in chiesa. Salutiamo e baciamo tutti prendiamo posto tra i banchi lasciandoci travolgere dall’emozione di quel giorno di festa.

Al sobrio grido della zia T. Che intona un:E per gli sposi IPPIURRÀ urrà urraaaaaaà che fa invidia a un soprano lirico, salutiamo e baciamo tutti e ci incamminiamo verso la location della festa.

Al tramonto arrivano gli sposi, zia T. Li accoglie con la sua frase di rito….partono i fuochi d’artificio e si da il via ai festeggiamenti.

La festa è stata bellissima, siamo stati inondati da cibo, vino,scherzi e spettacoli siamo arrivati al taglio della torta….sono passate le 2 di notte ma L’adrenalina è troppa per andare a dormire.

Si torna a casa e mentre c’è chi si strucca e chi aspetta la fila per andare in bagno si progetta il terzo giorno di festeggiamenti….

Come affrontare un matrimonio siciliano: il giorno dopo

Se siete sopravvissuti al matrimonio ora quello che vi viene richiesto è L’ultimo sforzo….la rimpatriata.

Ci si sveglia al mattino presto ancora sazi, con le nostre facce sconvolte veniamo cullati dal l’odore del caffè caldo e dai biscotti con la giuggulina.

Il panorama trasmette pace e ancora più voglia di dormire…. Invece no ora c’è la mangiata post matrimonio così ci si mette a sbucciare le melanzane e pomodorini mentre gli uomini accendono il fuoco x la griglia.

Tra musica, chiacchiere saluti e baci è arrivato il momento della sasizza arrustuta (salsiccia arrostita) e ancora una volta ci ritroviamo seduti a tavola a mangiare come se non ci fosse un domani, come se la dormita serale fosse stata una pausa tra una pietanza e l’altra.

I festeggiamenti continuano,zia T. Imperterrita lancia il suo grido di battaglia e noi tutti continuano a rispondere Urrrraaaaaaààà!!!! Ora basta peró…

Dopo pranzo arriva il momento delle condivisioni, ci si scambiano pareri e emozioni mentre le lacrime e il vino continuano a scorrere a fiumi…..

È sorprendente quanto siamo cresciuti, come siamo cambiati, eravamo piccolissimi e ora ci troviamo a festeggiare matrimoni, anniversari e a far giocare i nostri figli negli stessi posti dove giocavamo noi sotto gli occhi orgogliosi di nonna che ci guarda da lassù

Siamo felici e sazi ma è arrivato per noi il momento di partire salutiamo e baciamo tutti…..

È stato tutto bellissimo….

Alla prossima rimpatriata…vi voglio bene.

Come affrontare un matrimonio siciliano: il rientro

Post post (dopo) post: Lo sposo, dopo aver letto della sua guida, punto sull’orgoglio, per non rovinare la sua media e la sua fama di pilota, mi ha scritto dicendo che si è trattenuto a fare le curve strette perché noi della pianura padana non siamo abituati ai tornati e:Mi SCANTAVO CA VI ROVESCIAVATE TUTTI” che tradotto significa:avevo paura che a causa delle curve avreste vomitato l’anima. Mi sono anche dimenticata di citare il pit stop a Marineo.

Effettivamente ha ragione perché nel pit stop abbiamo perso almeno 10 minuti e in quei 10 minuti è successa una cosa strana: Riccardo Della Casa era convinto di vedere 2 bambini che avevano fatto il viaggio con noi.

Si sà che a una certa età la vista diminuisce ma i bambini dell’aereo parlavano palermitano invece questi avevano un fortissimo accento fiorentino ma lui era convintissimo… PRONTO SERVIZIO CLIENTI AMPLIFON???????

Io non sono di meno perché con la paura di perdere l’aereo e la vista ridotta mi sono messa in fila per l’imbarco direzione Grecia Mio marito sordo e io cecata…andiamo bene…..

Comunque noi siamo rientrati a casa ma da GIÙ mi comunicano che tra addio al nubilato, serenata, matrimonio, scampagnate, ecc. stanno ancora festeggiando e sono alla quarta torta nuziale

Beato pasticcere…. Vi amo